L’entraînement

Le strade diluiscono in rivoli
in cristallino fluire.
La notte resta lontana,
un manto di buio
su uno specchio di stelle,
dentro fili d’esistenze.
Le frasi si appiccicano a ridosso
e il brusio non s’acquieta,
perché gli anni scalfiscono
le mura, le urla, gli amanti.
I satelliti erranti, i canti,
lo scorrere del fiume,
la luce fioca di un lume,
fra le intensità delle nuvole,
dove lo sguardo scivola.
Quanti sogni di colore indaco,
tremolanti, tremendi, loro,
incastrati fra scrosci di pioggia,
fra strati di libeccio leggero.

(Cerchiamo attimi che siano strumento di scalfittura e mai superficie)

Forse la luna è lì per spiarci – foto mia

Informazioni su Francesco Quaranta

Amo gli sguardi.
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