Les jours d’attente

Le cose dentro i nostri stati,

d’animo, gli altrove, i resti,

scavano col loro peso,

aumentano le profondità,

creano i vuoti inutilizzati,

spandendo le voci dei sogni,

degli echi dei passati anni,

quando ancora sorridevamo

al sole e alla luna, agli intermezzi…

(Il profumo della pizza a portafoglio sotto Portalba.)

-foto scattata lì, da qualche parte. A Napoli.

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Aujourd’hui (…

A volte

Gli sguardi

Trovati

Da abbracci

Dispersi

Si perdono

Nel buio

Chiedendo

Racconti

Ai respiri

Sognanti…

(Come una coperta di nuvole sui fiori di Narciso.)

I tramonti sulle piste degli aerei. Foto mia.

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La nuitée

I viaggiatori compiono ellissi
attorniano i propri sogni
fermandosi su Marte
versano lettere sulla sabbia
riscaldando le elegie notturne
delle Sibille incantatrici
dei dragoni d’oriente
visti attraverso uno specchio
rivolto ad un muro arancio
segnato dagli anni d’oblio
dai lampi di tenerezza riversi
su se stessi e sulle strade
d’infiniti, quanto la beatitudine…

(Una singola nota brilla più di un nugolo di stelle.)

Foto mia di un ovunque

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Tout est perdu

Questi tramonti,

lungo la strada ferrata,

da obliqui ritorni,

increspature d’arancio

nei riflessi rossastri,

percorrendo gli azzurri

schiarimenti di cielo,

nel brusio delle persone

e nei taciti silenzi…

Bisogna aver fiducia

nelle fermate intermedie!

(Ascoltiamo la musica anche quando non corriamo.)

Foto mia – Parigi

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Beauté

Le lunghe attese,

fra una fermata e l’altra,

scandite attraverso la città

dallo scivolio dei vagoni

sui binari eternamente divisi.

C’è la ragazza dagli occhi timidi,

l’uomo dal viso segnato dai giorni,

il ragazzo con un libro in mano,

i posti lasciati da chi è già sceso.

Vuoti.

(Assecondiamo la voglia di ballare prima di perdere l’equilibrio!)

Foto mia – Parigi

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L’erreur

Questo stato di cose,

fra il chiuso dei tuoi occhi

e il soffio dei miei desideri,

assente all’indefinito

del grande caos palpitante

dentro i nostri abbracci…

(Vorrei essere un granello di polvere o un pianeta lontano!)

Foto ingenerosa scattata fra i vicoli di Napoli

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Non sens

Avevo voglia di scrivere una poesia lunga

di quelle tracciate lungo una costellazione

oltre i bordi della battigia al tramonto.

Ho aspettato i tuoi sorrisi posarsi fra le mie giornate

con barbaglii dentro un velo d’acqua sull’acciottolato

e le spezie seminate dal vento escono dai muri

i fiorellini spargono stremi odorosi d’intrighi

intrugli restano nelle tazze fuori dalle stanze degli amanti.

Avevo voglia di scrivere una poesia lunga

che avesse il senso della gramigna adagiata al sole d’autunno

il suono di un clavicembalo che si ritrova fra i rovi

un ruscello che segue il suo corso abbeverando i sogni

la fretta di chi non ha più l’abitudine a saltare sugli arcobaleni

dei treni che giocano sui binari andando incontro all’orizzonte

ed di alcuni libri lasciati su una vecchia credenza.

Esistono strati di pensieri riversi nelle imprese impossibili.

(Quelle cose di cui non si ha il controllo sono la parte mancante di noi!)

Le vecchie foto di cui non so cosa farmene.

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Irrévérencieux

Il porto di ieri, il sentiero di oggi, la spiaggia di domani…

(Gli istanti vissuti precipitosamente, fra onde scogli e patatine fritte.)

Foto mia – Bretagna

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Quatre jours

Incontriamo sogni,

agli incroci delle strade,

d’ammalianti occhi

venuti da Olimpo

con dentro l’universo

e una spiaggia d’argento.

Serbiamo il silenzio,

uno, di quelli potenti,

fatto d’angoscia e tenerezza,

composto da tenui sillabe

in grado di edificare

amori fra le trame del soffitto.

(Il profumo del caffè e il tuo si confondono nel tempo del risveglio!)

Foto mia – Parigi

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Quatre

prima di addormentarsi

bisognerebbe sognare

almeno un’ora

ad occhi aperti

Foto mia in un vicolo di napoli

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À l’autre bout du monde

La città si muove sinuosa

fra i vicoli di pietra,

gli amori acquiescenti

restano all’ombra

dalla tristezza irrequieta

camminando sulla corda

sospesi fra due estremi,

enclavi che sognano un’Infinito…

(Amate, con la leggerezza dei vostri sogni!)

– Foto di Repertorio scattata da me fra i vicoli di Napoli

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Je vais chez-moi

Qualcosa che non sia stato scritto

sui muri intarsiati dalle crepe

in quelle inutili efferatezze

nel tempo occorrente alla stanchezza

ad uscire dall’ebbrezza del vino

mentre le tristi smorfie riempiono

le ultime luci accolte dall’asfalto

di amori tremolanti quanto fiammelle

e gli amici lanciano calici vuoti

per infrangere gli incubi pleonastici…

(Il rumore è un altro probabile motivo di silenzio.)

Foto mia fra i vicoli di Napoli

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