La solitude

Cos’è la notte
Pioggia e suoni.
Parole di passaggio
Silenziose e rapide.
Vetri in frantumi
immagini riflesse.

Siamo attimi irripetibili,
il vissuto sarà eterno.
Ricorderemo le storie,
quelle inventate, anche.
Assaporeremo la pioggia.

I giorni acuiscono,
l’aria diviene greve,
gli spazi divengono
informi immagini piatte.
Le carezze restano.

Le linee tratte sui muri,
l’odore di pioggia,
i fiori strappati dal vento,
le gocce graffiano i vetri.
Così è la notte.

(Troviamo la serenità di perderci per avere la forza di perdonarci.)

Informazioni su Francesco Quaranta

Amo gli sguardi.
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3 risposte a La solitude

  1. Filippo Fenara ha detto:

    Buongiorno e buona domenica, Franz. La trovo un’eccelsa poesia, dal quieto e riflessivo incedere.
    Ti chiedo cortesemente se potessi ribloggarla martedì prossimo su http://www.lemiecose.net con tutte le attribuzioni e link necessari. Complimenti ancora.

    Piace a 1 persona

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