Le sense d’autres mots

Piccoli sogni senza voce
salgono oltre le nuvole
fra gli spazi vuoti ed è buio.

Brucia l’ultimo legno
in un fugace gesto di luce
cantando il suo crepitio
in un nugolo di stelle nere
lasciate sul brillante parquet.

Il temporale insiste sulla tettoia
lungo le vetrate lato giardino
e sferza il vecchio salice nodoso.

(Distribuiamo buonsenso, teniamo per noi i buoniconsigli e agiamo soltanto con buoni propositi.)

Informazioni su Francesco Quaranta

Amo gli sguardi.
Questa voce è stata pubblicata in Poesia, Racconto, Parigi, Roma, Napoli, Milano, Pisa, Livorno, Lecce, Salento, Firenze, Camaiore, Lucca, Siena, Verona, Slovenia, Italia, Amore, Amici. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Le sense d’autres mots

  1. fulvialuna1 ha detto:

    E’ come vedere la scena…intima…

    "Mi piace"

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