Non sens

Avevo voglia di scrivere una poesia lunga

di quelle tracciate lungo una costellazione

oltre i bordi della battigia al tramonto.

Ho aspettato i tuoi sorrisi posarsi fra le mie giornate

con barbaglii dentro un velo d’acqua sull’acciottolato

e le spezie seminate dal vento escono dai muri

i fiorellini spargono stremi odorosi d’intrighi

intrugli restano nelle tazze fuori dalle stanze degli amanti.

Avevo voglia di scrivere una poesia lunga

che avesse il senso della gramigna adagiata al sole d’autunno

il suono di un clavicembalo che si ritrova fra i rovi

un ruscello che segue il suo corso abbeverando i sogni

la fretta di chi non ha più l’abitudine a saltare sugli arcobaleni

dei treni che giocano sui binari andando incontro all’orizzonte

ed di alcuni libri lasciati su una vecchia credenza.

Esistono strati di pensieri riversi nelle imprese impossibili.

(Quelle cose di cui non si ha il controllo sono la parte mancante di noi!)

Le vecchie foto di cui non so cosa farmene.

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
Questa voce è stata pubblicata in Poesia, Racconto, Parigi, Roma, Napoli, Milano, Pisa, Livorno, Lecce, Salento, Firenze, Camaiore, Lucca, Siena, Verona, Slovenia, Italia, Amore, Amici. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Non sens

  1. fulvialuna1 ha detto:

    E hai scritto una meraviglia…

    Piace a 1 persona

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