Je m’évade de la ville

Corro veloce,

attraverso le strade

d’un fiato.

Mi lascio inietro

case e pensieri e palazzi;

Il battito corre

e il sangue infetto

del tuo veleno,

si spande nel corpo.

La mia ombra segue

il mio relitto

verso la luce.

Parchi che ho visti,

pieni di gente;

e farfalle

e passerotti cinguettanti,

sempre primavera.

Ma

ora è finito

il tempo

di languidi sguardi

d’amanti

amori scomparsi.

Murales dispersi fra

le spire della metropoli.

Da cosa fuggo o da chi?

… da un anelito di passato;

un fragile specchio.

Ora annebbiato,

più delle strade scomposte

alle mie spalle.

Valichi di frontiera,

una striscia sulla terra:

un passo più lungo,

ed una nuova città,

una casa sconosciuta.

Un desiderio di rivalsa,

e tante strade. 

Nulla è finito.

(La vita è macerie e ricostruzione e sangue)


Camminando fra i binari – mia foto!

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
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