La nappe trop blanche

I libri in fila, sui vecchi mobili,
dentro i cassetti,
letti nei giorni di tempo incerto.
Sopra le balaustre
scintillano i primi bagliori.
Fra pile di consunti giornali,
sulle panchine
alla fermata degli autobus,
i libri incensati.
Dai titoli presto dimenticati,
di storie immortali,
a volte immorali, d’inchiostro
e carta, di sogni e basta,
di epoche lontane
le strade buie ed estranee,
i passi risuonano,
le parole vagano, esplorano,
lasciando solchi
dove germoglierà il grano,
alte mura, altre crepe.
Sui binari dei treni verso nord
le pagine rinchiudono
riscaldano, rinsaldano estremi,
fra soffi di vento,
gli spazi bianchi fra i righi
e le volute carezze.

(Stringiamo sognanti quegli incantevoli istanti e i possenti infiniti)

Informazioni su Francesco Quaranta

Amo gli sguardi.
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