L’arrêt des désirs

Le ore di sonno alternano
fra le assi di legno del solaio.
Scricchiolano i sogni,
tremano dentro le ossa.
Una bambina sorride alla luna,
il cortile di casa è in ombra,
creando spazi di angustia
con le mani sporche di scintille.
Oltre il vuoto di Erebo,
dove non c’è arcaico e blasfemo,
quando non osa bisbiglio,
osannano le delizie mendaci.
Chi c’è là? Chi è là?
Nel fondo trovano posto respiri,
uno per le grida di gioia.
Non saremo mai primi ma unici.
Chiedo agli occhi di chiudersi,
al cuore di dimenticare
quell’unica notte da sveglio,
quando ho vissuto ogni attimo di noi.

(Bisogna perdonarsi e poi arrabbiarsi e poi uscire di se e baciare il vento.)

Informazioni su Francesco Quaranta

Amo gli sguardi.
Questa voce è stata pubblicata in Poesia, Racconto, Parigi, Roma, Napoli, Milano, Pisa, Livorno, Lecce, Salento, Firenze, Camaiore, Lucca, Siena, Verona, Slovenia, Italia, Amore, Amici. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...