Le ronronnement du chat

La carrozza va, traballa,
attraversa gli scambi, tranquilla,
i cartelloni portano nomi
ad ogni stazione una strada
un quartiere, una città.
La fila è vuota, davanti,
vecchie sedie di plastica dura.
Qualcuno ha dimenticato
una sciarpa, una bottiglia rotola,
tutto trema, qualcosa scuote.
Qualcun altro ha lasciato
un odore d’arancio e un desiderio,
le orme degli stivali,
qualche briciola di pane
e poche gocce di whisky.
Si va fra i sussulti del treno,
del tempo sconosciuto,
in un sapere acuto e vacuo,
dentro gli occhi dei passeggeri.
Presenze, fatte di assolutezza,
che mai più incontreremo.
Le strade restano buie,
aldilà dei finestrini chiusi,
scosse da questo sferragliamento.
Le distanze divengono riflesso,
fruscio, luce al neon,
cartellone pubblicitario. Fine.

(Conserviamo, i baci assieme alle caramelle e gli sguardi dentro le albe.)

Informazioni su Francesco Quaranta

Amo gli sguardi.
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2 risposte a Le ronronnement du chat

  1. Filippo Fenara ha detto:

    Molto bella, complimenti.

    Piace a 1 persona

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