La rouille

Diamo forma d’infinito agli attimi,
ai lampi sparpagliati dal contatto,
ove emergono templi d’Artemisia.
Dentro foreste intricate
elici abbracci ricomposti,
addobbano stanze d’attesa.
Il tempo, inspira, espira più forte,
potente abbatte colonne di carta,
su assi di legno resiste l’intaglio.
Le parole portano la tempesta,
l’inchiostro impiastra i silenzi,
il tutto intorno frastuona e sorride.

Esistono flutti su tele d’oblio.

(Siate sogni che navigano su oceani di tenerezza.)

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
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5 risposte a La rouille

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