Le plante à la fenêtre

Il mio senso di tristezza scivola via sotto il tuo sguardo,

scivola via l’ombra oltre il gradino della finestra,

lasciando tracce di cammino, fumo di sigaretta e foglie

diporto di vento, diporto delle eufoniche effluviali,

orme sulla soglia guarnita di sole e spicchi d’arancia.

Il mio primo giorno a Parigi non è ancora passato,

sento sui cardini lo sforzo dell’apertura, cigolio sottratto,

dirimo gomitoli di lana al bagliore di un lampo,

affascinato dal groviglio di strade e viuzze, di grondaie

e piante in fiore, e pitture scrostate, e ruggine.

Del bisogno di rutilanti carezze nel silenzio angioistico

odoroso di timo, dipinto cobalto, disteso e trionfale.

Il cielo resta un appendice di sovente dolcezza.

Frasi senza senso mormorate fra i capelli arruffati.

Temerari racconti s’assommano ai prossimi giorni, servi

e padroni, e uno stormo di aquile reali, e giada,

e la trama di un antico tappeto adagiato a ripa di mare.

Resta la misura del suono di un insieme di gesti.
(Svanisce la venatura del legno, è levigatura, è volontà assoluta!)

Finestra su Saint-Germain-des-près   –  Mario Tozzi

https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Tozzi_(pittore)?wprov=sfsi1

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
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