Le toit blanche 

Guardo le assi del tetto,

bianche di pittura murale,

perpendicolari ai tronchi

anch’essi dello stesso colore,

di legno incastrato.

E cemento e pietre, il non visto,

l’immaginato collante,

di questa vecchia casa

dai muri massicci un braccio.

Legno e pietra di tufo,

e ferro aggiunto di traverso,

venature d’acqua e spaccature,

e vernice verde sopra la ruggine.

Resistente, agli anni, ai terremoti,

alle effusioni di amanti,

ai silenzi notturni,

alle insistenti campane della chiesa,

il tempo è stato di resa

a tutte le essenze impregnate nei muri.

La cornice gira attorno,

si impernia su un chiodo.

Alla catena è legato solo il lampadario.
(Con le palpebre chiuse e le mani distese!)


Vista sui tetti di Parigi – Le Corbusier

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Le_Corbusier

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
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3 risposte a Le toit blanche 

  1. tachimio ha detto:

    Complimenti Franz. I tuoi testi sono molto originali e colpiscono fin dalle prime parole. Per non parlare delle chiuse. Poi, che vuoi, mettiamoci anche il tocco magico di quel francese che ”aleggia” e che non può non colpire un’amante della Francia, come me, e voilà il gioco è fatto. Mi piace leggerti. Con simpatia. Isabella

    Piace a 1 persona

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