Le dernier journal radio

Finiscono le ultime tre bottiglie di vino,

era rosso, aveva il sapore del ginepro,

ne abbiamo ancora nei bicchieri grezzi.

Le cose genuine sono grossolane,

come questo vino premuto coi piedi

alla maniera delle nostre nonne, tanti anni fa.

Nel piatto una fetta di pane spezzata

e macchio d’olio d’oliva,

speziato agli agrumi, sul panno a quadri.

Digrada il sole, è inoltrata la sera,

dalle finestre aperte entra il frinire

delle cicale. Ho amato gli scogli,

irti, a picco, di pietra annerita dal mare,

rimessi al volere del sole, in balia

delle notti di luna, delle bottiglie infrante,

delle storie disperse fra le onde.

C’è rumore dentro questa stanza,

le bianche mura e le foto sbiadite

hanno una piccola parte di colpa,

uno specchio incrinato e sporco

rimanda le immagini di ieri.

Spengo la luce ed esco, restano le stelle.

Lascio la radio ad urlare canzoni e notizie,

di guerre lontane, di altri mondi.

Che tutti i desideri vengano esauditi.
(L’amore è il senso unico imboccato al contrario!)


Cesto di mele – Paul Cezanne

https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Cézanne

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
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