Respiro

Tre passi, compio l’ultimo balzo,

ho addosso le mie spezie,

i colori cupi, il sorriso tenue,

un paio di jeans, scarpe da tennis.

Entro dalla porta a vetri,

alle pareti vecchi manifesti,

ricordo di un’epoca passata,

di orchestre, di amori traditi,

di spartiti scritti, dolorosamente.

Discosto, il bicchiere è stato, rum,

essenza mancante di un sorso,

agito. Guardo, attraverso.

La sala è un fluido in movimento,

resto sul ciglio, accolgo:

il suono, le voci sinuose, i saluti.

Sento l’aria, saporosa di tiglio,

l’odore è mescolanza.

Il suono delle ultime note,

è silenzio, è attesa,

disperde la sala, asperge la mente,

rende intenso lo sguardo.

Il respiro diluito, le mani distese.

Incontro, un paio di occhi nocciola.

Avvicino i miei passi ai suoi,

ad un palmo dal viso. I suoi capelli

ricci e i miei. Il suo vestito

è la dolce affabilità dei gesti, la pelle

sopra cui scivola la stoffa. Presenza

è il suo respiro nel mio,

scambio di informazioni, silenzio.

Nel tempo del nostro avvolgere

l’un l’altra, respiro identico,

non cercato o voluto, intrapreso.

La mia forma è protezione,

barriera, calice, cornice, ombra.

La musica dipinge,

i nostri passi, il nostro cercarsi.

La nostra lingua, ha accenti e note,

eppure, soltanto tu hai voce.

(Disponibile anche all’indirizzo  http://www.napoliflash24.it/francesco-quaranta/  )


Tango – Frantisek Kupka

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
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