Risonanze mediatiche

Meglio chiudersi dentro, meglio

chiudersi negli anfratti dei propri sogni,

lasciarsi andare a grida

di disperazione.

Meglio restare in silenzio,

meglio

restare ad ascoltare il rumore assordante 

della paura, dei silenzi.

Per tutte le angosce internate

nelle camere imbottite

della mente,

in un giorno assolutamente vuoto.

La stanchezza degli occhi,

è un presentimento, un pentimento

da accartocciare,

la convinzione che è meglio.

Meglio uscire

anche se è difficile ascoltare

il suono del dolore,

ha una voce

che è richiesta d’aiuto.

Oggi è uno di quei giorni,

dico a me stesso, mille volte.

Non smetto di viaggiare,

di amare,

di scrivere, di ridere di fare.

Con le ossa rotte, i muscoli indolenziti,

con questo cielo grigio e opaco,

la vista annebbiata.

Il suono del vento sul viso,

resta soltanto una sensazione.

Non sento più nulla,

neanche il canto degli uccelli.

Vedo un foglio di carta bruciare in volo,

è l’odore degli incubi,

ad occhi aperti e cuore fermo.

Migrando verso lo stato di sopravvivenza,

continuerò a soffermarmi sui tenui

raggi di sole, fra le zone d’ombra.

(Contro le guerre, ovunque siano.)

  

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
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