Impressioni di inizio marzo 

La strada il sentiero lo spazio, è odore

di verzura portato dal vento,

ascolto di voci all’entrata.

Rumore di ghiaia smossa dai passi.

L’antico scorrere

d’una porta lignea, è sentire

le esistenze in cammino,

essenze passate e presenti.

Sementi sparse sulla pietra,

sul marmo. Intenti,

accenni, respiri di note.

E musica sia, è musica ovunque,

ritmo di pioggia incessante,

sfumature di abbracci,

colori tenui all’esterno,

calore bruciante, ammaliante.

Verde, ocra, grigio, corteccia,

ad ogni respiro, ad ogni distacco.

La notte attraverso le gocce,

sulle vetrate intarsi

da pioggia e da vento,

da dentro, cerchi concentrici

formano il tempo, trasformano

abbozzano riempiono.

Ogni giorno di pioggia

è corrispondenza, d’intenso lucore,

sapore. Indescrivibile,

è l’emozione dei saluti

in arrivo e in partenza.

In costanza.

Non c’è attesa ma andata

e ritorno. Ho lasciato i lecci

i cespugli intricati, i pini,

la sensazione di mirto, e lavanda.

Ho lasciato di me il respiro,

scambio di ricordo.

La magnificenza non ha errore,

ma è filo, mai più spezzato.
(In ricordo della Tosca Tango Marathon!)

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
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