Infinito

img_2650L’odore di mare colpisce,

fluisce nell’aria,

attraversa, imperversa

i palazzi d’arte, le persone

di culture diverse. Il cielo grigio,

piombo in moto ondoso,

sopra il porto, le navi, le merci.

Le persone, l’odore, la musica,

in aggiunta al vibrare

di un inatteso meriggio invernale,

caldo oltre ogni attesa.

Ventoso.

Libeccio cosparso di note,

fuori, dal mare mosso,

le barche attraccate, spiragli

di stelle oltre gli abbracci.

Colmo la mente di ritagli,

il mare riflesso d’acciaio,

le nuvole attorno ad uno squarcio di sole,

la musica dentro i sorrisi,

il movimento del giorno fuori dalla sala,

il silenzio sul finire della notte.

La stanchezza nei piedi è salvezza

dagli stadi dell’animo inquieto.

L’acqua di mare è ritrovo

odore di emozioni,

degli incontri di sguardi.

Confluenze di passi.

La stazione è ascolto di voci,

reticenti sogni.

Lascio vari infiniti nel cammino,

le strade e le vie, lungo la darsena

agli incroci, nella metro.

Nelle forme della città intagliata

dai vicoli, ancorata alla spuma.

Il respiro è un lascito.

Spazi incolmati, in attesa di un’altra

avventura.

Tornerò a rivivere le note al tramonto,

sento ancora l’odore del porto.
L’infinito è lo stato definito dal tempo.

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
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