L’insicurezza di uno sguardo

Cosa faccio qui?
La musica mi piace,
c’è gente, sorride,
altri sono seri,
di facciata,
si va a tempo,
fuori piove…
Tu cosa vuoi,
si tu, lì seduta,
di sfuggita ti volgi,
io non credo, a me,
abiuro il senso.
Altrove, altri occhi,
troppi rigiri d’intesa,
sincerità è muta,
io sincero ricambio
… non è, fuori…
scroscia sui vetri.
La pioggia.
E dentro.
Lampi sordi…
la pioggia è scena,
di poche gocce,
ognuna uno specchio,
d’indecisione…
Mistura di tutto,
emozioni di creta.
Cerco
l’infondatezza serale.
Ora è quasi finita,
ho ballato
in un ripiego di passi.
Pensante, continuo.
Poche persone
in sala, io scruto,
poche siedono,
non spendono un gesto…
finita si è leggeri
è passato indenne l’animo,
eresia ristoratrice,
fermento,
in chiaro e scuro,
la danza è sano istinto.
L’empatia è vetro,
fuso ad ogni abbraccio.

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
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