Non è…

Guardo la cenere:
una fiamma che danzava,
une venere.
Agitava il vento,
e lo bruciava;
seguo la sua scia al cielo,
discendo e rimane solo un fuoco spento.
Scosto con un ramo,
c’è un cratere di vulcano…
ho l’ardire con la mano, ma la fermo appena in tempo.
M’avvicino con il viso
mi riscalda quel calore,
c’è lì il mio cuore liso
che ricorda un passato amore…
Nelle mie nari c’è il profumo:
della cenere, del fuoco, delle piante, di quel luogo;
ne sento anche dalla luna che mi guarda da lassù:
col suo colore candido…
e le sue virtù.
Un rumore alle mie spalle
mi fa accapponar la pelle, desto già il mio sguardo
ed era solo un tarlo,
l’avevo nel cervello.
In un bosco solitario…
i compagnia del mondo più vario…
Penso sempre a quel che è stato,
a quello che è passato…
Da oggi credo solo a quel che tocco.
… Ci ricasco, sarò uno sciocco?

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
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