… che passa?

… Eppur me ne è dolce,
il suono.
Vento che passa sù la terra,
in sù calda di sole…
ne odo la gaiezza,
dal suo volteggiare.
E posarsi.
Odo lo stormire della foglie;
l’odo passare tra a remi…
l’odo pei miei pensieri,
navigante.
Lo vedo infrangersi,
da una parete che polvere,
perde; si spende…
E sorreggere l’ali
d’uccelletti, intrepidi:
sfidandolo si poggiano…
cantando arie mai iscritte,
forse sognate;
di cui i versi non sono,
se non il suono
di petali di rose che strusciano
fra l’erba…
come in gioco.
Tra bambini si odono grida
e risa
e richiami, per cappelli portati,
dal loro capo…
nel vento;
madri accorrenti e sorridenti,
raccolgono.
E il gioco continuando,
per loro, che soli
son nella natura.
Si odono voci d’amanti:
ed io odo…
sparsi loro e semplici versi
d’amore, il vento
li ha sparsi.
Guardo il sole e tremula
nella calura è
il sommuoversi dell’aria…
colgo lacrime tra le dita,
e lontano non è
il giorno, portato dalla frescura
del vento che odo.
Si muove
nel mio cuore:
entrato che era
gelido, ora è scirocco.
Passa sù la strada
che percorro
e percorrerò, inutile cambiare…
non se ne conosce direzione…
basta seguire il vento.
Che odo passare,
tra i rami, le fronde,
nella polvere, sul terren battuto…
nei pensieri e sù l’anima mia.
Odo amore, amore odo.

Informazioni su franzpoeta

Amo gli sguardi. Napoletano emigrato a ovunque sia.
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